3 Aprile 2025

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Claudio Trotta

Claudio Trotta

“La cultura non è un prodotto da consumare”: intervista a Claudio Trotta in vista del Comfort Festival® 2025

Un incontro con il fondatore di Barley Arts, che porta il Comfort Festival 2025 a Cinisello Balsamo. Una riflessione sulla estinzione culturale delle città e sulla necessità di riportare l’arte al centro delle comunità.

Claudio Trotta, lei ha scelto di portare il Comfort Festival a Cinisello Balsamo. Che visione c’è dietro questa scelta?

“La scelta di Cinisello Balsamo nasce da una riflessione più ampia sulla vocazione milanocentrica, che rischia di essere controproducente. E’ importante espandere le possibilità del mondo dello stare insieme evitando, anche nell’interesse dei cittadini residenti, la concentrazione delle attività in poche aree a scapito dell’intero territorio metropolitano. È un non senso immaginare che una città così piccola come Milano possa concentrare la maggior parte delle attività culturali in poche location, spesso poco adeguate. Come operatore culturale, il mio obiettivo è alimentare creatività, curiosità, passione e lavoro attraverso la diffusione di elementi come la musica, l’arte e la letteratura. Mi piace scoprire e proporre e in questo senso Villa Casati a Cinisello Balsamo è un luogo perfetto per l’idea del Festival. Ha già da sé una atmosfera di piacevolezza. Lo spazio già comunica in autonomia. Ma non vorrei decidere tutti i contenuti: questi dovrebbero nascere anche dal territorio stesso.”

Lei parla spesso di “estinzione culturale”. Cosa intende?

“Nelle città italiane, Milano in primis, la cultura e lo spettacolo dal vivo sono ridotti a due modalità: o sono vissuti come puro consumo, privilegiando la dimensione numerica a scapito della qualità, oppure sono confinati in quello che io chiamo il ‘concetto delle riserve indiane’ – le varie ‘week’ tematiche che Milano si è inventata. Si parla sempre di numeri, di presenze di pubblico, di indotto. I numeri sono importanti, ma non sono sufficienti per il benessere di una città e di un popolo.”

Può approfondire questa critica alle ‘week’ tematiche?

“Se analizziamo queste ‘week’, di qualsiasi genere siano, notiamo che gli elementi predominanti sono diventati due: il DJ set e il cibo, spesso di qualità mediocre. È una volgarizzazione, una semplificazione estrema. Le amministrazioni danno soldi a pioggia per attività che durano una settimana o poco più, ma poi non rimane nulla di concreto sul territorio. È un fenomeno figlio del pensiero unico: bisogna fare soldi, avere successo, fare qualcosa che piace a tutti. Questa modalità non costruisce né valorizza una vera identità culturale della città, anzi la svuota, perché crea dei contenitori che vengono riempiti a forza una volta all’anno, mentre le istituzioni culturali devono combattere quotidianamente per sopravvivere.”

Come si può contrastare questa tendenza?

“La mia visione si riassume nel concetto di ‘alimentare’. Voglio alimentare il lavoro, creando opportunità per le persone che collaborano con me. Voglio alimentare la curiosità, essere uno strumento per diffondere conoscenza. Voglio alimentare la creatività del pubblico, creando opportunità intorno alla musica, che è il veicolo madre. E voglio alimentare le identità – una parola che è stata mal utilizzata in passato ma che resta primaria per ogni società che non voglia scomparire.”

Qual è il ruolo delle istituzioni in questo processo?

“Gli amministratori non possono e non devono essere gli intellettuali o i creatori dei contenuti. I contenuti li genera la città con la sua storia, la sua identità, appunto, e un’amministrazione deve agevolare la creatività e l’espressività, non determinarla. Purtroppo non c’è quasi mai una politica culturale, quindi sociale, della città che prescinda dal colore politico di chi la governa. Questo è un limite enorme.”

Grazie ad artisti come Vegas Jones e Sfera Ebbasta Cinisello Balsamo è una delle capitali della trap, uno stile che fa molto discutere. Come vede il rapporto tra le diverse generazioni nella musica di oggi?

“Viviamo una totale separazione tra il mondo dai 5 ai 20 anni e quello dai 40 agli 80. È una divisione netta, le due entità non dialogano. All’inizio anch’io avevo un atteggiamento di denigrazione verso certi fenomeni musicali giovanili attuali, ma ho modificato le mie posizioni. Ho capito che non si tratta di denigrare, ma di comprendere che sono forme espressive diverse: la musica dal vivo ha certe caratteristiche, altre espressioni, come la trap, ne hanno altre. L’importante è non partire dalla negazione, ma dall’affermazione. Se vogliamo creare un dialogo con le nuove generazioni, dobbiamo prima comprendere che la musica racconta sempre il tempo in cui nasce e vive.”

Quale futuro immagina per il Comfort Festival a Cinisello?

“Il festival non deve essere solo un evento di alcuni giorni, ma un’opportunità per il territorio. Il mio augurio è che possa diventare un catalizzatore per quello che può succedere prima, durante e dopo. Non posso e non voglio fare tutto dalla A alla Z: devo arrivare fino a un certo punto, ma poi il passaggio successivo deve venire da chi abita qui, dalle realtà che esistono nel territorio. Solo il territorio può alimentare veramente la cultura.”

Il Comfort Festival® 2025 si terrà:

Venerdì 4 e sabato 5 luglio

Mercoledì 9 luglio

Venerdì 11 luglio

Domenica 13 luglio

Villa Casati Stampa, Cinisello Balsamo

Di seguito il programma definitivo della rassegna.

Martino Iniziato

Cinisellese, collabora con La Città dal 2010.

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