4 Aprile 2025

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

“Per la democrazia, la pace, il lavoro. L’Europa che vogliamo”. L’appello di ANPI

Libertà, eguaglianza, fraternità: le basi ideali dello Stato moderno. Due secoli di storia hanno arricchito i principi della Rivoluzione francese. Il sogno della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, di cui quest’anno celebriamo l’80° anniversario, aveva a fondamento la libertà, l’eguaglianza sostanziale, la solidarietà internazionale. Questi valori, su cui è fondata la Costituzione, ci hanno guidato verso la democrazia e la pace, l’unica strada che permette ai popoli di decidere il loro presente e il loro futuro.

L’idea di un’Europa unita si è costituita sulle macerie della guerra voluta da Hitler e Mussolini e sulla Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo, di cui quest’anno celebriamo l’80° anniversario. L’Europa unita o è antifascista e antinazista o non è.

La nostra Costituzione antifascista sancisce le inviolabili libertà individuali e collettive, dispone la rimozione degli ostacoli che impediscono l’eguaglianza reale dei cittadini, assume la solidarietà come principio fondamentale, ripudia la guerra.

La nuova destra autoritaria e aggressiva attacca globalmente e direttamente i principi fondamentali dello stato di diritto e i diritti fondamentali: la democrazia non serve più, non servono le istituzioni democratiche, non serve più neppure lo Stato. L’estrema destra sovranista, nazionalista e xenofoba cresce manipolando il disagio sociale, la povertà, l’esclusione, l’emarginazione, la paura e riportando in vita le radici mai del tutto estirpate del fascismo e del nazismo.

La guerra in Ucraina ha da subito mostrato la politica sbagliata dell’Unione Europea, incapace di agire come attore politico e diplomatico in grado di rispondere unita all’aggressione russa promuovendo l’immediato cessate il fuoco, un negoziato ed un trattato di pace, come tanti cittadini auspicavano. La distruzione di Gaza, dopo il massacro di Hamas, è stata l’ennesima prova del fallimento sia delle Nazioni Unite che dell’Unione Europea, che non ha condannato né lo sterminio di Gaza, né l‘occupazione della Cisgiordania, né l’invasione del Libano e della Siria.

 È dalla democrazia costituzionale, nostro faro nel presente e nostro progetto di futuro, per l’Italia e per l’Unione Europea, che dobbiamo ripartire. Ci sono segni evidenti di disgregazione della struttura istituzionale dell’UE e di una sconsiderata corsa al riarmo con spese colossali che saranno sottratte alla spesa sociale. Occorre invertire la rotta affinché con il bilancio europeo sia possibile creare investimenti che consentiranno una crescita economica sostenibile, accompagnati da una fiscalità equa e da un solido sistema di protezione sociale. Solo un meccanismo di investimenti finanziato dal bilancio EU nei settori strategici (ricerca e sviluppo, industria e servizi) darà la possibilità ai 27 Paesi di uscire dal grave ritardo economico e industriale del nostro sistema, rafforzando l’Unione Europea anche sul piano politico. Ricerca scientifica e cultura sono il motore del futuro per le prossime generazioni.

Non può esistere un sistema di difesa europeo senza un governo dell’Unione Europea, della sua politica estera, della cooperazione internazionale e di linee guida chiare per il commercio. Senza un governo politico, sicurezza e difesa rischiano di diventare solo un enorme affare economico per le multinazionali delle armi.

L’Europa di Maastricht e i vincoli di spesa imposti dal patto di stabilità e crescita vanno cambiati e va superata l’Unione fatta di sola moneta e mercato. Ci vuole un’Europa politica e sociale, finalmente indipendente, realmente fondata sulla democrazia solidale, sull’eguaglianza sostanziale e sull’antifascismo. Ci vuole più Europa, un’altra Europa.

È su questi presupposti che ci batteremo affinché, anche rivolgendoci al parlamento italiano, gli organismi internazionali, a cominciare dell’Organizzazione delle Nazioni Unite con le sue agenzie internazionali oggi sotto attacco, siano profondamente riformati e rafforzati nel loro ruolo, che è quello di promozione della pace e della sicurezza globale, della cooperazione, della difesa dei diritti umani fondamentali, del sostegno agli aiuti umanitari nelle zone più disagiate o colpite dai conflitti.

 È urgente proporre ed organizzare una nuova conferenza internazionale di pace, una nuova Helsinki, che garantisca la sicurezza di tutti i Paesi europei, dagli Urali all’Atlantico. l Per la democrazia: lanciamo un appello al Paese, alle donne e agli uomini di buona volontà, perché nel momento del maggior pericolo si resista uniti e ci si metta in cammino per un tempo nuovo di umanità, di dialogo, di pace, di democrazia solidale.

 È TEMPO DI RESISTENZA. ADESSO! Il Comitato nazionale ANPI 5 marzo 2025

Redazione "La Città"

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