3 Aprile 2025

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

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Città o paesone? Localismo, dialetto e altre scelte arretrate che legano Cinisello

di Jurij Bardini

Il paesaggio urbano parla: come gli anelli dei tronchi d’albero, che segnano il passare del tempo e delle mutazioni, allo stesso modo esistono scorci di città che portano i segni di ciò che sta cambiando.

Al numero 23 di via Carlo Martinelli, i cambiamenti di Cinisello Balsamo si osservano concentrati in pochi metri, a ridosso del cancello grigio di ingresso in Villa Forno. Sulla destra del cancello, il muro porta i segni dei numerosi fori di trapano che sorreggevano una scritta ormai rimossa: Università degli Studi di Milano. Sulla sinistra del cancello, svetta un cartello a sfondo marrone, che segnala l’antica presenza di una corte storica di Cinisello Balsamo, la Cort del Gualdon. E nel mezzo, al di là del cancello, campeggia il cortile di Villa Forno, la dimora nobiliare settecentesca che, per quattro anni, è rimasta completamente inutilizzata e che ora sembra aver trovato una nuova collocazione con la nascita della scuola professionale di grafica e informatica di Afol (Agenzia per la formazione, l’orientamento e il lavoro della Provincia di Milano).

Come nei tronchi degli alberi, queste tre immagini segnano la mutazione della nostra città. Il progetto di connettere Cinisello Balsamo al capoluogo viene relegato nel passato (la scritta rimossa), il presente ci racconta di un approccio localistico e identitario (il cartello marrone in dialetto, senza una riga di spiegazione sulla storia di Villa Forno) e un futuro legato al buon cuore più che a una giusta ambizione (ai giovani, si offre un luogo di formazione al lavoro e se ne sottrae uno di livello accademico).

Una nuova scuola di formazione professionale è forse un male? Se intercetta un bisogno formativo, trasmette le competenze utili a farsi largo in un mercato del lavoro complesso, e permette di realizzare le proprie ambizioni… siamo d’accordo che sia un progetto sensato. Tuttavia, non deve sfuggire il contesto in cui il (lungo) cambio di destinazione d’uso di Villa Forno sta accadendo.

Cinisello Balsamo è diventata la città dei cartelli marroni in dialetto, la città che ha scelto di raccontarsi come “la città della corsa e del cammino”, la città che ha il Museo di Fotografia Contemporanea ma non lo pubblicizza (il primo museo senza un’insegna!), la città che organizzava cicli di incontri con il celebre filosofo Carlo Sini e che ora parla di filosofia in un laboratorio del sabato pomeriggio, la città che aveva un cinema estivo affiliato ad Anteo e che ora da quel circuito si è staccata, la città che sceglie sistematicamente di usare lo spazio pubblico per mercatini e sagre.

Troppo poco, onestamente, per questo momento storico: la gentrificazione che espelle le famiglie a reddito medio dalla metropoli offre un’occasione unica ai comuni come Cinisello Balsamo. La nostra città può diventare attrattiva per chi è in fuga da Milano, alla ricerca di un costo sostenibile degli immobili ma anche di un territorio che proponga un’offerta di servizi all’altezza dei bisogni contemporanei.

Ebbene, siamo sicuri che le famiglie in uscita dal capoluogo si orientino verso una città che scommette tutto sul localismo, sull’identità, sul territorio presidiato dalle forze dell’ordine, su una proposta culturale che parla più il dialetto che le lingue di un mondo globalizzato? Oppure possiamo immaginare che, a ridosso del confine con una delle maggiori metropoli europee, si desideri entrare in contatto con un approccio più universale, contemporaneo, aperto?

Ci sono tre grandi risorse: il Pertini, il MUFOCO e i parchi. Serve che siano luoghi di cultura vera, ambiziosa, alta. Con festival, convegni, iniziative, ospiti di rilievo. Serve che si abbia il coraggio di attivare la fantasia: anche Cinisello Balsamo può agganciarsi alle “week” milanesi (moda, musica, libri…). Il tram 31 può diventare la navetta su rotaia che taglia le distanze fra metropolie e periferia.

Possibile che il Comfort Festival 2025, il primo evento internazionale che si svolgerà a Cinisello Balsamo dopo molti anni, non sia stato organizzato né progettato dall’Amministrazione? Se alcuni fra i più grandi musicisti al mondo si esibiranno nel parco di Villa Casati Stampa non è certo merito del localismo leghista, ma di ben altre energie che si sono attivate in città, e che hanno saputo attrarre una manifestazione di assoluto rilievo.

Forse, a questa Giunta, non è ancora sufficientemente chiara la dimensione della responsabilità assunta: non si tratta di governare un paesino di 500 abitanti sperduto fra i monti, ma una città complessa e importante come la nostra, che occupa una posizione potenzialmente strategica nel tessuto urbano alle porte della metropoli. Garantire un futuro a questo territorio è dovere umano, politico e morale di chi lo governa. Quantomeno provarci.

Redazione "La Città"

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