3 Aprile 2025

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Parco Grugnotorto, senza acquisizione pubblica non si realizza nulla di concreto

di Daniela Gasparini

Il sindaco e l’assessore Berneschi hanno trovato una soluzione miracolosa per trasformare le aree del Grugnotorto in un parco fruibile: basta semplicemente trasferire le aree private dal PLIS Grubria al Parco Nord e, come per magia, queste diventerebbero boschi, percorsi pedonali e spazi verdi a disposizione della cittadinanza. Peccato che la realtà funzioni in modo ben diverso.

Negli ultimi 50 anni, ho seguito con passione e serietà la realizzazione del Parco Nord Milano e so bene che non è bastato imporre vincoli urbanistici o dichiarare le aree Breda un’area protetta per realizzare il parco: i comuni si sono impegnati ad acquistare dai privati le aree destinate a verde, perché solo la proprietà pubblica garantisce la piena tutela e la possibilità di piantumare boschi, creare percorsi e gestire gli spazi per la collettività. Quindi, dobbiamo dedurre che per mezzo secolo i comuni (compreso il nostro) sono stati degli ingenui? Oppure che questa amministrazione finge di non sapere che senza acquisizione pubblica non si realizza nulla di concreto?

Le aree del Grugnotorto sono tutelate dal 2004 all’interno del PLIS e, soprattutto, dalle decisioni urbanistiche che ne hanno garantito la protezione nel PRG e successivamente nel PGT. Proprio per questo, il Consiglio Comunale di Cinisello Balsamo, con una delibera votata all’unanimità da tutte le forze politiche, aveva stabilito che le entrate derivanti dagli oneri del PII Bettola dovessero essere destinate all’acquisto delle aree private del Grugnotorto, escluse quelle oggetto di contenzioso, che avrebbero potuto essere acquisite attraverso meccanismi di compensazione, così come prevede la legge urbanistica della Lombardia.

Ora questa amministrazione evita accuratamente di spiegare al Consiglio Comunale e ai cittadini che non intende attuare quella delibera, preferendo raccontare la favola della “norma salvifica”. Ma la realtà è ben diversa: trasferire al Parco Nord delle aree private senza acquisirle non cambierà nulla. Quelle terre resteranno di proprietà privata, con tutti i limiti e i rischi che ne conseguono e soprattutto il parco dichiarato “il grande parco” non ci sarà!

La domanda è semplice: questa giunta ritiene ancora prioritario investire in verde pubblico per contrastare i cambiamenti climatici e migliorare la qualità della vita dei cittadini, oppure ha deciso di abbandonare definitivamente questa prospettiva? Perché, al momento, l’unico dato certo è che si sta cercando di prendere in giro i cittadini, facendo credere che basti una norma per trasformare un’area privata in un parco.

Ma il verde non si pianta con le chiacchiere. E di alberi, purtroppo, con questa amministrazione ne vedremo sempre meno. Gli ultimi interventi nelle aree pubbliche del Grubria – Oasi Sant’Eusebio risalgono ormai a tanti anni fa!

Redazione "La Città"

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