3 Aprile 2025

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Per fare un parco vero pubblico servono aree pubbliche

di Andrea Catania

Immaginate un grande parco a nord di Cinisello Balsamo: alberi, aree agricole coltivate con prodotti venduti in filiera corta, spazi per attività educative e aggregative, percorsi ciclopedonali per sport e passeggiate. Era questo il sogno del Parco del Grugnotorto, un obiettivo che per anni il centrosinistra ha perseguito con convinzione. Una visione concreta, realizzabile soltanto attraverso l’acquisizione delle aree del Parco, oggi ancora in gran parte private e, dunque, non fruibili dalla cittadinanza.

Un obiettivo che il Sindaco Ghilardi sta facendo di tutto per contrastare. Prima, la sua maggioranza ha bocciato, solo poche settimane fa, la permuta dell’area dell’ex Ovocultura (attualmente proprietà comunale) con circa 175.000 mq di aree private del Grugnotorto. Poi ha espresso la volontà di rivedere la destinazione dei 16 milioni di euro derivanti dal PII Bettola, fondi attualmente vincolati proprio all’acquisto di quelle aree grazie a una decisione presa anni fa dal Consiglio Comunale anche con il voto favorevole del centrodestra.

In tutto ciò regna una preoccupante mancanza di trasparenza: nulla sappiamo delle reali intenzioni del Sindaco, su come intenda impiegare queste risorse né quale sarà il destino dell’ex Ovocultura. Le sue uniche dichiarazioni pubbliche ribadiscono la convinzione che, per salvaguardare il Grugnotorto, basti inserirlo nel perimetro del Parco Nord, che essendo parco regionale è soggetto a maggiori vincoli e tutele. Ma questo percorso, necessario e positivo, avviato lo scorso anno grazie a un’iniziativa delle associazioni locali e alla pressione del PD, non affronta il nodo di come rendere il Grugnotorto un luogo realmente fruibile dai cittadini. Senza acquisizione pubblica non avremo infatti un vero parco e nulla cambierà rispetto a quello che vediamo oggi. Se questo metodo (vincolo urbanistico senza acquisizione) fosse stato usato decenni fa per il Parco Nord, oggi non avremmo uno spazio verde vivo e accessibile.

Di questo, però, il Sindaco e la destra non parlano. Ed è particolarmente significativo che neanche l’assessore all’urbanistica Berneschi, che in passato ha a lungo militato nel centrosinistra, senta il dovere di intervenire su un punto così cruciale per il futuro della città. Siamo di fronte a una politica priva di visione e ambizione, che si limita a una gestione (oltretutto mediocre) dell’esistente. Su questo tema sarebbe indispensabile un dibattito pubblico ampio e partecipato. Peccato che la Giunta Ghilardi abbia recentemente chiarito che non coinvolgerà i cittadini prima dell’adozione del prossimo PGT, già peraltro in grave ritardo, ma solo successivamente. È una scelta politica precisa, fatta da un’amministrazione che evita il confronto per non rispondere alle domande e ai bisogni della città.

Ma la partita non è chiusa. Di fronte a tutto ciò, come centrosinistra abbiamo il dovere di elaborare una nuova proposta, frutto di ascolto e partecipazione, che mantenga viva la visione di un grande parco pubblico, patrimonio di tutta la comunità, e che salvaguardi la necessità di investire nel verde e in politiche di contrasto ai cambiamenti climatici.

Redazione "La Città"

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