
Settimana della pace, viaggio tra i pensieri degli studenti del Cartesio
di Gaetano Petronio
Lo scorso lunedì 10 marzo all’Itis Cartesio di Cinisello Balsamo c’è stata la prima Settimana della Pace organizzata dall’associazione Nonunodimeno con la collaborazione della rete di associazioni di Umanità Migrante come i circoli locali di Emergency e Legambiente.
Alla presenza di Giansandro Barzaghi, presidente dell’Associazione Nonunodimeno, due classi terze hanno assistito a cinque incontri curati dalle associazioni di Cinisello Balsamo. La prima lezione è stata tenuta da Gabriella Milanese, Presidente Anpi Cinisello Balsamo e membro Umanità Migrante, che ha raccontato la storia delle migrazioni a Cinisello Balsamo.
Il giorno successivo è stata la volta di Rahel Sereke, dell’Associazione Cambio Passo, che ha raccontato le diverse rotte e migrazioni e di come si arriva in Italia. Mercoledì 12 marzo è stata la volta di Emergency Cinisello Balsamo con Carmine D’Andrea e la testimonianza di Manuela Valenti sui diversi scenari di guerra nel mondo.
Giovedì 13 marzo, invece, è intervenuto Ivan Fumagalli di Legambiente Cinisello Balsamo che ha raccontato l’emergenza climatica e come questa influisce sulle migrazioni. Infine, venerdì 14 marzo, la settimana si è conclusa con la proiezione del film “Erasmus in Gaza” con il commento finale di Paolo Sbacchi di Assopace Palestina e il contributo di Rosetta Riboldi, membro di Umanità Migrante.
La cosa più sorprendente sono state le reazioni degli studenti che, non solo sono stati attentissimi alle lezioni, ma hanno dimostrato di recepire l’importanza di ciò che le associazioni riportavano loro e hanno scritto commenti profondi sugli incontri che qui vi riportiamo senza citare il nome degli autori.
Buon pomeriggio, Professore.
Gli incontri sono stati per me molto interessanti, non solo per le informazioni che mi hanno trasmesso, ma anche perché mi hanno spinto a riflettere su argomenti e tematiche che non avevo mai preso in considerazione prima d’ora.
Salve prof, gli incontri sono stati molto interessanti, infatti ho appreso diversi fatti riguardanti le migrazioni che prima non conoscevo. È stato molto interessante incontrare associazioni che non conoscevo e che si dedicano con così tanta attenzione al tema delle migrazioni.
Buona domenica anche a lei.
Io ho trovato questi incontri davvero interessanti poiché , essendo nata in Italia da entrambi genitori italiani, non conoscevo tutto ciò riguardo alle migrazioni. Grazie a queste lezioni ho potuto ampliare le mie conoscenze e scoprire cose nuove!
Non mi piace molto mostrare il lato sensibile di me stesso, ma conoscendo tutti i sacrifici che i miei genitori hanno fatto per venire qui e riuscire a costruire ciò che ad oggi hanno è difficile da immaginare, molte volte si minimizza il pensiero costante di tornare a casa ed il dolore di dover lasciare i propri cari. Questa settimana mi ha fatto riflettere su ciò che si prova e mi ha fatto apprezzare i miei genitori ancora di più.
Alcune volte i miei genitori mi raccontano tutto ciò che hanno affrontato, tutte le volte che avrebbero voluto mollare, ma comunque hanno resistito. Devo dire che l’incontro che mi ha fatto più riflettere è stato il primo perché mi ha fatto nascere il dubbio se io sarei riuscito ad affrontare tutto ciò. Penso che più periodi così siano utili non solo per diminuire il carico agli studenti, ma sono fondamentali per istruire le nuove generazioni alla sensibilità e alla comprensione e non alla solita ignoranza su questi temi.
Questa settimana di Pace, mi ha coinvolto molto. Essendo figlia di genitori emigranti, so cosa vuol dire lasciare casa, scuola, la propria famiglia, i propri amici. Insomma, per me non è stato facile dopo aver vissuto per 7anni in Perù lasciare tutto quanto. Mi ero affezionata a tutto, alla mia scuola, che era diventata la mia seconda casa, mi ero abituata all’aria, al paesaggio, al cibo, ai miei cari. Venire in Italia ha cambiato tante cose di me, ma non ho mai lasciato le mie radici e le persone che fanno parte di me…ma sono grata ai miei per l’opportunità che mi stanno dando, so che anche per loro non è facile, quello che fanno è un sacrificio enorme e ogni giorno ne sono grata. Infatti i genitori vorranno sempre il meglio per i suoi figli. Mi è piaciuto molto parlare degli emigrati, perché molte volte vengono visti negativamente, quando in realtà sono persone che cercano un rifugio, una posto dove poter stare bene. Ma quello che mi è piaciuto di più è stato il film, vedere questo ragazzo che va in Palestina, per aiutare le persone e provare le emozioni che loro provano.. Questo vuol dire mettersi nei panni degli altri. Infine vorrei ringraziare per questa bellissima opportunità e per le persone che hanno messo il cuore per spiegare questo incontro così speciale e coinvolgente.