
Stop ai fondi del piano Bettola per il Grugnotorto.“Così le aree restano private”
Senza acquisizione delle aree del Grugnotorto non ci sarà alcun parco pubblico. Le parole che Daniela Gasparini, già popolarissima sindaca di Cinisello Balsamo, ha scritto sui social qualche giorno fa rimbombano come una verità che tutti san no. Anche dalle parti della giunta di destra. Inserire le aree agricole e private nel Parco Nord per salvarle dalla speculazione non le trasformerà in un parco davvero fruibile per i cittadini.
Così lo stop del sindaco Giacomo Ghilardi al piano urbanistico dell’Ovocultura, che avrebbe permesso al comune di diventare finalmente proprietario del grosso dei campi agricoli, determina uno stallo urbanistico senza precedenti. Bocciata la permuta dell’Ovocultura ma restano bloccate anche le rimanenti aree private del Grugnotorto che, secondo una delibera che fu votata all’unanimità in consiglio comunale, avrebbero dovuto essere acquisite dal comune grazie agli oneri derivanti da un altro piano attuativo, il PII Bettola.
Un risiko urbanistico complesso, studiato dalle giunte di centrosinistra, precedenti al 2018, per fare del Grubrìa un parco pubblico, attrezzato e aperto a tutti. Potenzialmente un nuovo Parco Nord a Cinisello Balsamo ma confinante con Paderno Dugnano e Cusano Milanino, quindi una svol a di sostenibilità green per l’intera area urbana congestionata dei tre comuni. E invece ci si dovrà accontentare di mantenere integre le aree ma non troppo.
Visto che al loro interno sono possibili nuovi insediamenti legati alle attività agricole, come il nuovo capannone appena costruito e che servirà da alleva mento di animali all’interno del parco, nel comune di Paderno. La giunta di destra ha deciso che i fondi del piano Bettola, circa 16 milioni di euro, non saranno impiegati per rilevare le aree agricole ma per altre non precisate spese per la città. Il centrosinistra ribatte che i soldi vanno spesi osservando la vecchia delibera, ovvero per le compensazioni ambientali.
Ma intanto il destino del parco a metà sembra segnato. “Ora questa amministrazione evita accuratamente di spiegare al Consiglio Comunale e ai cittadini che non intende attuare quella delibera, preferendo raccontare la favola della “norma salvifica”. Ma la realtà è ben diversa: trasferire al Parco Nord delle aree private senza acquisirle non cambierà nulla. Quelle terre resteranno di proprietà privata, con tutti i limiti e i rischi che ne conseguono e soprattutto il parco dichiarato “il grande parco” non ci sarà”, scrive sui social Daniela Gasparini.